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Netanyahu: Israele ha diritto di difendersi da attacchi

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Netanyahu: Israele ha diritto di difendersi da attacchi

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Il momento delle esequie. Per Israele che piange il tenente colonnello Dov Harari morto negli scontri alla frontiera con il Libano, martedì. Per il Libano che seppellisce 2 militari e un giornalista. Intanto arriva il monito del Premier israeliano Benjamin Netanyah:

“Israele si aspetta che la comunità internazionale condanni nella maniera più ferma attacchi del genere” ha detto. “Chi veramente vuole la pace dovrebbe sostenere il diritto di Israele a difendersi da chi attacca persone innocenti e punta a distruggere la pace”.

La missione delle Nazioni Unite in Libano, l’Unifil, ha confermato la versione israeliana: durante le operazioni con cui l’esercito dello Stato ebraico intendeva abbattere un albero al confine con il Libano non c‘è stato alcuno sconfinamento. Ma per Beirut la responsabilità di Tel Aviv non viene meno.

“Il Libano ritiene che sia stata una provocazione” ha detto il ministro all’Informazione Tarek Mitri “ne ha informato l’Unifil, che ha chiesto agli israeliani di ritardare l’operazione. Ma l’esercito ha atteso un paio d’ore poi ha proceduto come programmato piuttosto che rinviare l’intervento”.

Per il Libano il boccone è particolarmente amaro: quelle di martedì sono le prime vittime del fuoco israeliano da 4 anni a questa parte, dalla fine cioè della guerra del luglio 2006 tra Tsahal ed Hezbollah, durata 3 settimane e costata la vita a 1.200 persone.