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Festival di Locarno: 10 giorni di "sorprese"

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Festival di Locarno: 10 giorni di "sorprese"

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Almeno una cosa è certa, del 63° festival di Locarno appena cominciato: per molti sarà uno shock. Il nuovo direttore artistico Olivier Père rivendica di aver scelto opere “sotto il segno della gioventù, dell’originalità, della sorpresa”. Ma rispondendo a chi gli chiede perché non ci siano star hollywoodiane, ammette: “Non abbiamo i soldi, non abbiamo forse i mezzi per questo, ma siamo capaci di ospitare un’idea, un’immagine abbastanza sexy del cinema contemporaneo”.

Di sicuro certe scelte non passano inosservate. Come il film d’apertura, “Au fond des bois”, di Benoit Jacquot, in cui una ragazza viene soggiogata e ripetutamente violentata da uno sconosciuto. O “L.A. Zombie”, fra le 18
pellicole in corsa per il Pardo d’Oro, in cui un folle convinto di essere uno zombie alieno ha rapporti omosessuali con cadaveri.

Ma c‘è anche molto altro, a Locarno. Ad esempio, la retrospettiva a Ernst Lubitsch. Per rinfrancar lo spirito, tra una sorpresa e l’altra, fino al 14 agosto.