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Stop alla marea nera, dice Bp. Ma per la Louisiana non basta

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Stop alla marea nera, dice Bp. Ma per la Louisiana non basta

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Marea nera: il pozzo Macondo è chiuso. Lo dice Bp, che dopo tanti fallimenti annuncia il successo della prima parte dell’operazione Static Kill.

Determinanti le prossime ore per vedere se il pompaggio a forte pressione di cemento e fango ha davvero messo fine al peggior disastro petrolifero della storia.

Un’emorragia di greggio lunga più di cento giorni, con cinque milioni di barili che dall’esplosione della DeepWater inquinano il Golfo del Messico e hanno messo in ginocchio l’economia locale, pesca, turismo e commercio in primo luogo.

“Siamo pronti per questa notizia”, dice una negoziante della Louisiana, “ma non pensiamo che dopo tre mesi di marea nera nel Golfo ciò che è stato fatto in due settimane sia sufficiente”.

Ingenti i danni alla flora, alla fauna. E alcune verifiche sulla popolazione evidenziano anche conseguenze sulla salute, in particolare dei bambini.

La pesca intanto è stata di nuovo autorizzata in alcune zone a ovest.

“Qualcuno ora penserà”, dice un pescatore, “che tutto va bene e che Bp può andarsene e che ogni cosa è a posto. Questa è la cattiva notizia. Quella buona è che possiamo di nuovo pescare il pesce che è sopravvissuto”.

I due terzi del greggio, dice il governo americano, sono già stati recuperati.

Il resto impregna ancora le acque, le lagune e le spiagge del golfo. Per il recupero, ci vorranno generazioni.