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Scambio d'accuse Israele-Libano su scontri alla frontiera

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Scambio d'accuse Israele-Libano su scontri alla frontiera

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All’origine degli scontri che hanno causato 4 morti alla frontiera tra Libano e Israele ci sarebbe la volontà dei vertici militari libanesi di ingaggiare battaglia. E’ la versione israeliana sulle 3 ore di guerra che ieri hanno fatto tornare indietro di 4 anni, al conflitto del 2006, le lancette dei rapporti tra i due vicini. Lettura dei fatti opposta quella di Beirut che rilancia le accuse.

“Reagiamo alle aggressioni al nostro territorio, alla popolazione o all’esercito, con ogni mezzo e a qualunque costo” ha detto il Capo del Consiglio Supremo di Difesa Libanese. “La responsabilità è del nemico israeliano la cui aggressione ha fatto feriti, danneggiato proprietà e sacrificato martiri”.

L’incidente è avvenuto tra la Linea Blu fissata dall’Onu e il reticolato israeliano, dove i militari israeliani stavano tagliando alberi e arbusi per installare delle telecamere.

“I nostri militari erano sul lato israeliano della frontiera e svolgevano un lavoro di routine quando sono caduti sotto il fuoco dei cecchini, che consideriamo assai ben pianificato” ha detto la portavoce dell’esercito israeliano.

Israele avrebbe concordato l’operazione lungo il confine coi vertici della missione Unifil da cui non è però ancora giunta alcuna conferma nè smentita sul fatto che i militari israeliani abbiano o meno attraversato la linea.