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Russia, bilancio vittime incendi sale a 48 morti


Federazione russa

Russia, bilancio vittime incendi sale a 48 morti

Sale a 48 morti il bilancio delle vittime degli incendi boschivi che stanno devastando diverse regioni della Russia. Gli ultimi decessi risalgono ad alcuni giorni fa, ma i corpi sono stati ritrovati solo dopo la rimozione delle macerie.

La temperatura, salita ai livelli più alti degli ultimi 130 anni, continua a ostacolare il lavoro dei vigili del fuoco. A Kadanok, un villaggio a 150 chilometri da Mosca, molte abitazioni sono andate in fumo.

“Siamo rimasti in casa fino a che è stato possibile, siamo scappati solo quando le fiamme hanno cominciato ad avvolgere il villaggio. Non siamo riusciti a portare via niente. Che cosa possono fare i camion dei pompieri quando tutto sta già bruciando? Avrebbero dovuto intervenire all’inizio. Qui sta andando tutto a fuoco, non so per quanto durerà ancora”.

Migliaia di ettari di foreste sono andati distrutti nelle ultime settimane nella parte occidentale del paese. Lo sforzo per circoscrivere gli incendi coinvolge decine di migliaia di vigili del fuoco, militari e soccorritori.

Ma a destare allarme è anche il peggioramento della qualità dell’aria causato dal fumo. La concentrazione di monossido di carbonio e di particolato ha fatto aumentare l’inquinamento ben oltre i livelli di sicurezza. In particolare nella capitale, dove la cappa di fumo e smog ha ridotto la visibilità a circa 300 metri.

Il presidente Medvedev ha convocato il consiglio di sicurezza russo per esaminare le misure di protezione per le installazioni strategiche, come ad esempio le centrali nucleari, minacciate dalle fiamme.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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