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Grano russo a rischio siccità

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Grano russo a rischio siccità

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Non sono solo gli incendi, a mettere in ginocchio la Russia. A contribuire soprattutto alla devastazione dei campi agricoli, ci si è messa anche la peggiore siccità degli ultimi 130 anni. Il 20 per cento delle superfici cerealicole è andato distrutto.

La maggior parte degli agricoltori russi non sono assicurati. In situazioni del genere, contano sull’aiuto del governo.

Dice uno di loro: “Il primo ministro ha promesso di aiutarci a superare la siccità. Speriamo che questi aiuti arrivino a noi, ai produttori agricoli, e non finiscano nelle tasche di qualcun altro come al solito”.

Ma il governo potrà far poco contro le ripercussioni sul mercato mondiale, in particolare quello del grano, prima coltura cerealicola del paese.

Perché la Russia fornisce l’otto per cento della produzione mondiale di grano: nel 2009 era il terzo esportatore mondiale. Quest’anno, dovrebbe scendere al quinto posto.

L’analista Andrei Sizov prevede: “Il raccolto non sarà agli stessi livelli, questo è già chiaro a tutti, ci sarà un grosso crollo nella produzione. L’anno scorso sono state raccolte 97 milioni di tonnellate, quest’anno ci saranno 25 milioni di tonnellate in meno”.

L’Unione russa dei produttori cerealicoli ha infatti ridimensionato le sue previsioni a una forchetta compresa fra 72 e 78 milioni di tonnellate contro, per l’appunto, i 97 milioni del 2009. Nel 2008 la produzione è stata di 108 milioni di tonnellate.

Per ora il governo assicura che non saranno applicate restrizioni sulle esportazioni, ma i produttori prevedono già un crollo del 50 per cento.

Inevitabile l’impennata dei prezzi del grano sui mercati internazionali. Lunedì hanno raggiunto livelli che non si vedevano da due anni. Tanto più che la Russia non è l’unico paese colpito dalla siccità. L’Ucraina ha già previsto una riduzione delle esportazioni.

A livello mondiale, però, non sembra il caso di lanciare allarmi. Dopo due anni segnati da una produzione record, le scorte dovrebbero ampiamente scongiurare pericoli di penuria di grano.