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Marea nera, giornata decisiva?

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Marea nera, giornata decisiva?

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Marea nera: dopo tanti fallimenti e ritardi, oggi forse il giorno decisivo, quello che potrebbe mettere fine al peggior disastro petrolifero della storia.

La Bp pomperà una miscela di fango e cemento a sigillare il pozzo danneggiato. Fa lì fuoriesce una perdita che fa impallidire quella della Exxon Valdez del 1989, con 41 milioni di litri in mare.

Ora, in 106 giorni, sono 780 i milioni di litri di petrolio che dall’esplosione della Deepwater inquinano gravemente il Golfo del Messico. E solo 127 i milioni a oggi recuperati.

Devastanti i danni alla flora e alla fauna di mare e di terra. Difficile stabilire il tempo necessario al recupero. Non meno di due generazioni, dicono gli esperti.

“Perlustrando la costa”, dice Matt Ferraro, responsabile della Ocean futeures society, “troviamo molte piccole buche nella sabbia. E sostando nelle vicinanze, si nota che sono delle specie di spugne da cui fuoriescono bolle di petrolio”.

La Louisiana intanto ha riaperto alcuni tratti di mare alla pesca. Non abbastanza per rimettere in piedi l’economia locale in ginocchio.

Bp pagherà un conto di diversi miliardi di dollari tra danni, pulizia e operazioni fallite. Senza contare il fondo di venti miliardi di dollari concordato con Obama per i risarcimenti.