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L'Unesco allarga il Patrimonio mondiale dell'umanità

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L'Unesco allarga il Patrimonio mondiale dell'umanità

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Si arricchisce di sei nuovi siti culturali e naturali d’eccezione il patrimonio mondiale dell’umanità, giungendo così a quota 910.

Lo ha deciso l’Unesco, riunito a Brasilia per la sua trentaquattresima sessione.

Esteso il riconoscimento al parco nazionale del Pirin, nella Bulgaria sud-occidentale, già selezionato in parte nel 1983.

Di fresca nomina l’isola della Riunione, dipartimento d’oltremare francese dell’Oceano indiano, scelta per il paesaggio vulcanico spettacolare e raro per flora e fauna.

Protetta anche la zona subtropicale della Cina sud-occidentale, dove hanno il loro habitat naturale quattrocento specie rare, animali e vegetali, a rischio estinzione. Una particolare attenzione è stata riservata alle rosse scogliere di Danxia.

Scelte invece per il loro valore culturale le grotte preistoriche messicane di Oaxaca e la strada del Camino de la Plata, antica via commerciale tra il Messico e gli Stati Uniti e in parte già protetta.

In Brasile, la piazza di Sao Francisco della città di Sao Cristivao ha fatto il suo ingresso nel patrimonio mondiale per il suo insieme architettonico e religioso del diciottesimo e diciannovesimo secolo.

Infine, il Comitato ha scelto di preservare anche l’ecosistema marino delle isole Kiribati, nel sud del Pacifico, tra le poche barriere coralline integre al mondo, con quattordici monti sottomarini di origine vulcanica e ottocento specie rare.