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Hasta la privatizzazione

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Hasta la privatizzazione

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Non sarà una rivoluzione, ma l’economia cubana è costretta sempre più a chiedere aiuto ai privati.
Ad alcuni negozianti sarà ora concesso di diventare padroni di se stessi. Non si tratta di riforme, precisa il ministro dell’economia Marino Murillo, ma un’“attualizzazione del modello economico cubano”.

Oggi quasi tutta la popolazione dell’isola lavora per lo Stato, che controlla il 90 per cento dell’economia. Ma il governo intende sopprimere un milione di posti di lavoro entro cinque anni. È quindi necessario aumentare le opportunità occupazionali nel settore privato.

Su undici milioni di abitanti, per ora 143.800 hanno un’attività autonoma legale. Ma in molti altri lavorano in nero. La privatizzazione in realtà è cominciata già tre mesi fa, con i negozi di parrucchiere e alcuni taxi privati autorizzati nella capitale. È da vedere ora in che modo la tendenza si estenderà, in che misura e in quali settori. Comunque sia, per l’economia cubana le riforme sono urgenti. In seguito alla crisi finanziaria internazionale, il paese comunista ha subito un crollo nelle entrate prodotte dal turismo. Per stimolare il settore, il governo cubano ha allora elaborato un nuovo progetto: sarà negoziata con società straniere la costruzione di 16 campi da golf comprendenti ville che potranno essere acquistate da non cubani. Sarà la prima volta che degli stranieri potranno acquistare case a Cuba dalla crisi degli anni Novanta.