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I Paesi Bassi lasciano l'Afghanistan

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I Paesi Bassi lasciano l'Afghanistan

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I militari olandesi rientrano in patria dopo quattro anni durante i quali sono stati impegnati – con quasi 2000 unità – nella provincia dell’Uruzgan, Kamp Holland la loro base principale. In totale, nelle operazioni militari sono rimasti uccisi 24 soldati olandesi.

La missione è costata quasi 1 miliardo e mezzo di euro e a febbraio, il dibattito sul suo prolungamento – di un anno, come aveva chiesto la Nato – ha portato alla caduta del governo, e alla decisione di procedere con il ritiro delle truppe. Un portavoce dei taleban ha espresso soddisfazione per la partenza di militari dei Paesi Bassi.

A Kabul, invece, centinaia di afgani, tra cui molte donne, hanno manifestato contro le operazioni militari della Nato – e gli ultimi incidenti costati la vita a decine di civili – e la presenza statunitense nel Paese.

Quello dei Paesi Bassi è il primo dei grandi contingenti in seno all’ISAF a lasciare l’Afghanistan, nove anni dopo la caduta dei taleban. Poi sarà la volta del Canada. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha fissato a luglio 2011 l’inizio del ritiro. I soldati statunitensi costituiscono i due terzi della presenza internazionale, che conta su oltre 140.000 militari.

L’obiettivo della Nato è quello di passare il testimone alle forze di sicurezza afgane da qui al 2014.