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Entra in vigore la Convenzione contro le bombe a grappolo

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Entra in vigore la Convenzione contro le bombe a grappolo

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È entrata in vigore la Convenzione contro gli ordigni a grappolo. Bombe sganciate quasi sempre da velivoli, con un certo numero di submunizioni. A volte esplodono subito; spesso possono giacere a terra inesplose e mutilare o uccidere a distanza di anni. Il documento per la messa al bando è stato firmato da 107 Stati, meno di 40, però, l’hanno ratificata.

In prima linea nella sua formulazione il Vaticano. Da Castelgandolfo, dopo la preghiera dell’Angelus, Papa Benedetto Sedicesimo ha espresso soddisfazione per il passo in avanti compiuto, esortando a firmare gli Stati che non lo hanno ancora fatto: “La Comunita’ internazionale ha dimostrato – ha detto Papa Ratzinger – saggezza, lungimiranza e capacita’ nel perseguire un risultato significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale”.

Non hanno sottoscritto la Convenzione Paesi quali Stati Uniti, Cina, Russia, Israele, che posseggono gran parte di uno stoccaggio stimato in oltre un miliardo di bombe. Le “cluster bomb” sono state utilizzate in numerosi conflitti, dal Vietnam al Libano, nei Balcani. Grandi come una pallina da tennis, sono molto pericolose, soprattutto per i bambini, che le raccolgono credendole giochi.