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Decine di morti in Russia per gli incendi

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Decine di morti in Russia per gli incendi

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Gli incendi hanno provocato almeno una trentina di morti in Russia. Villaggi interi sono stati devastati dalle fiamme favorite da una insolita ondata di caldo e dalla siccità che dura ormai da più di un mese.

Complice il vento i roghi si propagano in fretta. La situazione ha raggiunto una tale gravità che il premier Vladimir Putin si è recato in una delle zone più colpite quella di Voronezh, a est di Mosca, e, davanti alle telecamere, ha fatto una telefonata importante al Presidente Dmitri Medvedev:

“Ho visitato alcune località e ho visto come stanno le cose, come sono trattati i feriti. Ho parlato con la gente. La situazione è molto difficile”.

“Ha ragione di chiedermi di mandare l’esercito e io ne autorizzo l’invio. Lo faccia intervenire per i soccorsi in ogni modo possibile. Chiamerò subito il Ministro della Difesa”.

Il caldo fa bruciare i boschi, i laghi di torba e le case di legno tradizionali della Russia centrale. Migliaia di persone sono ormai senza tetto:

“Abbiamo perso tutto – dice un’anziana donna – Un computer che apparteneva a mia nipote, ogni cosa che c’era in casa, le pellicce, i vestiti, tutto”.

“Le uniche cose che mi rimangono sono queste scarpe di gomma – ammette un anziano – ero in casa quando è scoppiato l’incendio, in 20 minuti tutto era ridotto in cenere. La casa si è consumata come un fiammifero: è da due mesi che non piove…”

La protezione civile ha dispiegato più di 200mila uomini per cercare di contenere gli incendi che coprono un’area di più di 900 km2. Il problema è che, secondo le previsioni, il caldo e la siccità dureranno per tutto agosto.