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Alla Camera nasce il gruppo di Fini "Futuro e Libertà per l'Italia"

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Alla Camera nasce il gruppo di Fini "Futuro e Libertà per l'Italia"

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A divorzio ormai consumato, Gianfranco Fini dice di non volersi dimettere e organizza il suo futuro politico. In una conferenza stampa in un hotel romano, il Presidente della Camera – espulso ieri dal partito fondato insieme al premier Silvio Berlusconi ha spiegato: “Ovviamente non darò le dimissioni, perché è a tutti noto che il Presidente della Camera deve garantire il rispetto del regolamento e la imparziale conduzione dell’attività della Camera, non deve certo garantire la maggioranza che lo ha eletto”.

L’invito ricevuto dal premier a lasciare la carica rappresenta per Fini una concezione della democrazia definita “non troppo liberale”. L’ex leader di An ha ribadito il rifiuto di ogni sorta di “partito-azienda”, e si è detto pronto ad archiviare una “brutta pagina per il centro-destra”. E lo sta già facendo. Il post-divorzio di Fini ha già un nome: si chiama “Futuro e Libertà per l’Italia”. Pronto a votare con l’esecutivo, ma non quando le decisioni saranno “lesive” rispetto al mandato elettorale. L’annuncio formale della nuova realtà finiana, alla Camera, è già stato dato.

Quello delle ultime ore è l’epilogo di una rottura già abbozzata in aprile, con un duro scontro tra i co-fondatori del Popolo della Libertà. Ora in bilico c‘è il governo. L’opposizione, quella esterna del PD, chiede che il premier riferisca al Parlamento. La Lega Nord, conferma con un gesto inequivocabile il leader Umberto Bossi, non vuole elezioni anticipate.