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Musica: tra le Alpi svizzere, il Festival di Verbier

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Musica: tra le Alpi svizzere, il Festival di Verbier

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Artisti emergenti e i migliori musicisti al mondo sono di scena al Festival di Verbier. 
Ad aprire la 17esima edizione, la giovane pianista cinese Yuja Wang.
A soli 23 anni è una pianista strabiliante ma resta una ragazza semplice, con la voglia di conoscere altri musicisti: “Siamo dei musicisti pazzi e siamo tutti qui, in questa cittadina, ci si conosce e… tutti questi grandi nomi, tutti si mostrano per quello che sono e parlano con te. Sono tutti gentili e pazzi. È davvero molto divertente. È il posto più divertente dove essere in estate”.
 
Per 17 giorni la vita di questa cittadina nelle Alpi svizzere si incentra sulla musica. 
L’unicità di questo Festival è l’orchestra. Musicisti di età compresa tra i 17 e i 29 anni imparano a suonare assieme. Lavorano sotto la guida di famosi direttori come il Maestro Charles Dutoit che, dal luglio 2009, è il direttore principale dell’evento.
 “È sempre molto eccitante -ci spiega - soprattutto con un’orchestra internazionale come questa di Verbier. Vedere giovani che si conoscono poco o per nulla che dopo qualche giorno di esercizio  individuale con dei tutor, vengono messi assieme per una prova e osservare come riescono a integrarsi in pochi giorni”.
 
I musicisti hanno una cosa in comune: la passione per le note. Le prove si susseguono durante tutto il giorno. E di sera, quando sono liberi, alcuni di loro organizzano concerti di musica da camera.
Uno dei ragazzi dell’orchestra con più esperienza è Joe Assi. Statunitense, 24 anni, suona il corno. È la sua terza volta qui a Verbier.
 
“Questa orchestra – racconta - ha un sacco d’energia. Nonostante a volte le cose sembrino un po’ traballanti… alla fine tutto va a posto. E i più giovani si incontrano con i più vecchi. E funziona davvero perché noi abbiamo l‘ esperienza e loro l’energia. Il tutto si unisce e l’orchestra è fantastica”.
 
Qui le Alpi possono essere fonte d’ispirazione.
Le candidature per l’orchestra arrivano da tutto il mondo. Pochi però sono i prescelti. Quest’anno i musicisti provengono da più di 20 Paesi diversi.
Tra loro c‘è la violinista svizzera Aurélie Matthey. 21 anni, sogna una carriera da solista in una grande orchestra. Fino ad allora cerca di fare  più esperienza possibile.
 
“Siamo 100 musicisti – dice – che per un mese lavorano assieme, mangiamo assieme, ripetiamo assieme, e usciamo assieme. Si creano dei legami eccezionali, che certamente non potrò mai dimenticare”.  
 
Per Yuja Wang, Verbier ha assunto un significato
speciale. Dopo aver suonato qui per la prima volta, tre anni fa, ha firmato un contratto in esclusiva con una casa discografica. 
“Amo – ci spiega – suonare con l’orchestra del Festival perché sono persone giovani come me, hanno grande energia e siamo in grado di cogliere le cose al volo. Un’altra cosa importante di Verbier è la possibilità di suonare con tutti questi musicisti straordinari. Ed è come se questo mi facesse sentire che posso suonare meglio e posso conversare con loro tramite la musica”.
 
 
Nel servizio avete ascoltato brani tratti da:
 
Concerto per pianoforte e orchestra N° 2 in sol minore op.16 di Sergei Prokofiev 
 
Sinfonia N° 1 in re maggiore ‘Il Titano‘ di Gustav Mahler
 
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