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Polemica per i costi del Servizio diplomatico europeo

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Polemica per i costi del Servizio diplomatico europeo

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Nasce il Servizio diplomatico europeo. Come previsto dal Trattato di Lisbona, il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea, ne ha adottato formalmente la proposta. Nei prossimi giorni l’Alto rappresentante della Politica estera, Catherine Ashton, definirà le nomine.

Tra i favoriti per la carica di segretario generale il francese Pierre Vimont, ambasciatore a Washington. La struttura, che diventerà operativa il primo dicembre, conterà tra i 6.000 e i 7.000 addetti, avrà 136 uffici di rappresentanza all’estero per un budget annuale complessivo di 3 miliardi di euro. Un costo esorbitante in tempo di crisi. Proprio nelle stesse ore in Italia i diplomatici hanno deciso di astenersi dal lavoro per protestare contro i tagli alla Farnesina previsti dalla manovra messa a punto del governo Berlusconi.

La nuova macchina diplomatica riproporrà anche il consueto problema della ripartizione dei poteri all’interno dei diversi organi dell’Unione europea. Resta anche da chiarire come il servizio diplomatico di Bruxelles dovrà interagire con i 27 ministeri degli Esteri.