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Cambogia: condanna mite per Duch, capo Khmer rosso

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Cambogia: condanna mite per Duch, capo Khmer rosso

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Era a capo della macchina della tortura del regime cambogiano dei Khmer rossi. Kaing Guek Eav, conosciuto con il nome di Duch, è stato condannato a 35 anni di reclusione dal tribunale misto istituito dall’Onu in Cambogia.

Giudicato per crimini contro l’umanità, per Duch l’accusa aveva chiesto una pena di 40 anni, la massima contemplata dalla legislazione cambogiana.

La sentenza di 35 anni potrebbe provocare polemiche nel paese, ancora ferito da quarantaquattro mesi di furia omicida sotto il regime di Pol Pot.
 
Duch dirigeva la prigione di Tuol Sleng, ora museo della memoria. Nell’ex scuola del centro di Phnom  Penh son state torturate alemno 14 mila persone,di cui duemila bambini, prima di venire uccisi nei campi di sterminio a pochi chilometri della capitale.
 
In solo quattro anni, dal 1975 al 1979, il regime di Pol Pot uccise oltre un milione e settecentomila persone. Intere generazioni vennero cancellate.