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Caracas ammonisce Bogotà: "Risposte ferme in caso di aggressione"

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Caracas ammonisce Bogotà: "Risposte ferme in caso di aggressione"

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La rottura diplomatica tra Venezuela e Colombia non cambia di molto la vita degli abitanti attorno al confine. Se per i responsabili militari dei due paesi la situazione è normale, i cittadini dei due paesi segnalano un aumento dei controlli, che tuttavia, non fermano traffici e commerci.

Nestor Jimenez è un venditore di benzina al valico venezuelano di Cucuta.

“Un bidone pieno vale duemila Bolìvares, ma ci creano un sacco di problemi per vendere il carburante. Chiedono ogni volta i documenti, e ogni volta ci creano problemi”.

Dopo aver accusato Caracas di nascondere in Venezuela campi delle Farc, il governo colombiano, pur senza rincarare la dose, non fa retromarcia.

Jaime Bermudez, ministro degli Esteri, ribadisce l’interesse del suo paese “a definire specifici meccanismi di cooperazione nella lotta contro il terrorismo, per distruggere i gruppi armati una volta per tutte”.

Chavez aveva liquidato l’accusa colombiana come una menzogna fabbricata ad arte, usata con l’intenzione di giustificare un eventuale invasione del suo paese. Se una ipotesi del genere si dovesse verificare, ha detto il ministro venezuelano della Difesa, la risposta dell’Esercito Bolivariano sarebbe ferma e risoluta.