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Stress test: una preoccupazione per le banche?

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Stress test: una preoccupazione per le banche?

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Jon Davies, Euronews: “E’ collegato con noi da Londra Simon Tilford, economista del Centre for European Reform. Simon, si è dibattuto molto sull’efficacia di questi test. Lei che cosa ne pensa? Sono state poste le domande giuste?”
 
Simon Tilford: “Non c‘è dubbio che i test di resistenza siano parte della risposta ai problemi del settore bancario in Europa. Gli stress test possono rassicurare gli investitori che le banche sono solide quanto basta per affrontare l’imprevisto. Il problema è che gli investitori non sono convinti che i test siano abbastanza rigorosi o che i governi abbiano predisposto dei piani per ricapitalizzare gli istituti che ne hanno bisogno.”
 
Euronews: “In altre parole, questi test non sembrano davvero efficaci?”
 
Simon Tilford: “Ciò che preoccupa gli investitori è se le banche nella zona euro siano capaci di affrontare una crisi come il default della Grecia, con gli investitori che recupererebbero solo il 40 o 50 per cento dei loro soldi. O come quella della ristrutturazione del debito in Spagna, con gli investitori che riavrebbero indietro solo il 75, 80 per cento del capitale. Se i test non accertano queste eventualità, non basteranno a rassicurare gli investitori. “
 
Euronews: “E si direbbe che un altro strumento per rassicurare gli investitori sia quello di rivelare quante più informazioni sia possibile. Ma qui c‘è una contraddizione, perché le banche potrebbero considerare alcune informazioni troppo sensibili dal punto di vista commerciale per renderle pubbliche. Magari hanno scheletri nell’armadio e questo è un altro problema con i test, non è così? ”
 
Simon Tilford: “Sono questi scheletri che fanno paura, perché niente può impedire a una banca di pubblicare i dati necessari a effettuare un test di resistenza trasparente. Rifiutando di essere più aperte, le banche instillano il dubbio nella mente degli investitori, che allora pensano che qualche scheletro nell’armadio ci sia davvero. Perché non c‘è niente di commercialmente troppo sensibile da non poter essere reso pubblico, in modo che questi test possano essere rilevanti.”
 
Euronews: “Simon, i test di resistenza sono stati effettuati anche negli Stati Uniti. Sulla base dell’esperienza attuale, lei pensa che si riveleranno un successo?”
 
Simon Tillford: “Temo che i test non saranno sufficientemente rigorosi, che non tutti gli istituti renderanno pubblici i risultati, o ancora che non sarà davvero chiaro quali banche avranno superato la prova e quali no e per quale ragione. Temo che gli invesitori continueranno a sospettare che gli istituti di vari paesi non abbiano capitali sufficienti per affrontare una crisi di lungo periodo. Penso che, a meno che i governi ammettano che alcune banche hanno bisogno di nuove iniezioni di capitale e accettino di fornire quel capitale essi stessi, in assenza di investitori privati, questi problemi continueranno a frenare la ripresa economica. Perché se le banche europee non riprendono a fare credito, sarà molto difficile sostenere la ripresa economica in corso.”