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Pista islamica per l'attentato alla centrale in Caucaso

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Pista islamica per l'attentato alla centrale in Caucaso

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Minare l’autorità di Mosca, colpendo le infrastrutture e mettendo in ginocchio l’economia della regione. Inquirenti e analisti sembrano non avere dubbi: sarebbe opera dei ribelli islamici, l’attentato che ha fatto due vittime in una centrale idroelettrica del caucaso russo. Interpretazione che confermerebbe un’evoluzione nella lotta degli insorti contro l’autorità del Cremlino.

“La centrale è stata temporaneamente chiusa – spiega il direttore dell’impianto Valery Shogenov -. Le fiamme hanno distrutto la prima e la seconda turbina, mentre la terza è rimasta intatta”.

Teatro dell’attacco la centrale di Baksan, in Cabardino-Balkaria, regione a maggioranza musulmana del Caucaso russo, ad ovest della Cecenia.

Uccisi due agenti di sicurezza, un commando di sconosciuti aveva poi sganciato alcune bombe nell’impianto. Dinamica in linea con le minacce del leader ceceno Doku Umarov: ribelle autoproclamatosi “emiro del caucaso”, che aveva promesso attacchi a oleodotti e centrali elettriche.