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Obama-Cameron, test per relazioni speciali fra i due Paesi

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Obama-Cameron, test per relazioni speciali fra i due Paesi

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La sicurezza in Afghanistan e il ritiro delle forze internazionali. Questo uno dei temi al centro del primo incontro ufficiale a Washington tra il premier britannico David Cameron e Barack Obama, a poche ore dalla conferenza dei paesi donatori di Kabul. Il presidente americano ha definto “un importante passo in avanti”, l’assunzione di precisi impegni da parte di Hamid Karzai.

“Entro l’anno prossimo gli afghani inizieranno ad avere un reale controllo della sicurezza nel Paese e a luglio del prossimo anno potremo iniziare il ritiro di parte delle nostre forze fuori dall’Afghanistan”, ha dichiarato Obama in conferenza stampa.

Ma la marea nera, che da oltre tre mesi avvelena il Golfo del Messico, non poteva non essere il tema più sentito dell’incontro, considerato un test per le “relazioni speciali” fra i due Paesi.

“Come il presidente Obama sono stato chiaro sul fatto che BP debba tappare la falla, ripulire il pasticcio e pagare le compensazioni del caso”, ha detto Cameron. Sul presunto coinvolgimento della compagnia nella liberazione dell’attentatore di Lockerbie ha dichiarato: “Io non ritengo sia necessaria un’inchiesta nel Regno Unito, probabilmente per questo motivo: non ho bisogno che un’inchiesta mi dica che è stata una decisione sbagliata. Lo è stata certamente e il fatto peggiore è certamente che Megrahi sia ancora in libertà in Libia, piuttosto che scontare la pena in una prigione scozzese, come avrebbe dovuto fare”.

Cameron ha precisato che la compagnia non ha avuto nessun ruolo nel rilascio dell’attentatore e ha promesso che il governo parteciperà costruttivamente ad ogni eventuale audizione del Congresso Usa sul tema.