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Conferenza internazionale a Kabul tra piani ambiziosi e tensioni

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Conferenza internazionale a Kabul tra piani ambiziosi e tensioni

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Misure di sicurezza mai viste in una Kabul sempre più tesa nel giorno dell’incontro tra il presidente afgano Hamid Karzai, il segretario di Stato Americano Hillary Clinton e una sessantina di altri rappresentanti della comunità internazionale, tra cui il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki Moon.

All’ordine del giorno della più importante conferenza mai tenuta nella capitale afghana negli ultimi 30 anni il ritiro delle truppe internazionali, il rapporto con i Taleban, l’uso e il controllo dei fondi, oltre 13 miliardi di dollari per lo sviluppo del paese.

Uno sviluppo fino ad oggi solo sperato e spesso bloccato da una diffusa corruzione di cui il presidente Karzai è spesso considerato responsabile dai suoi critici.

“Abbiamo molti problemi nel nostro paese, non c‘è sviluppo e l’aiuto che arriva da fuori finirà nelle tasche dei politici”, dice un abitante di un villaggio al confine con il Pakistan.
“Io credo sia meglio ora che al tempo dei Taliban, ma non si sa dove finiscano gli aiuti” ribadisce un altro.

Primaria la questione del ritiro del contingente internazionale Isaf, ancora 150mila uomini.

Se l’opinione pubblica occidentale preme per il rientro, gruppi per i diritti civili come Amnesty international temono che Karzai possa scendere a compromessi con i Taleban rendendo vani i sacrifici fatti da quando nel 2001 fu sventata la linea estremista che fece da culla ai responsabili dell’attacco alle torri gemelle.