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Cielo unico europeo, un'idea nata negli anni '60

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Cielo unico europeo, un'idea nata negli anni '60

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Il progetto di un cielo unico europeo è in agenda fin dagli anni ’60, cioè dalla nascita di Eurocontrol, che all’epoca mirava a unire gli spazi aerei dei sei paesi fondatori dell’Unione.

La Commissione europea prevede che il traffico aereo raddoppierà nei prossimi dieci anni. Per evitare congestioni, saranno necessari cambiamenti.

Oggi nell’Unione ci sono ventisette spazi aerei, tanti quanti sono gli stati membri. E 50 centri di controllo, ripartiti tra i vari paesi.

Il progetto prevede di raggruppare i ventisette spazi aerei in nove aree geografiche. Questo permetterebbe di ridurre le tratte e risparmiare carburante, tagliando i costi di 2 o 3 miliardi di euro l’anno.

Il Fabec racchiude sei paesi: Belgio, Lussemburgo, Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Francia.

I controllori di volo, che in Francia sono equiparati ai dipendenti pubblici, temono di perdere le loro prerogative. Ma per Bruxelles, è essenziale ridisegnare lo spazio aereo sulla base dei flussi di traffico, piuttosto che su quella dei confini nazionali.