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Fariñas: Castro libera dissidenti per risollevare Cuba

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Fariñas: Castro libera dissidenti per risollevare Cuba

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Guillermo Fariñas, giornalista indipendente, 135 giorni senza bere né mangiare per opporsi alle incarcerazioni per reati d’opinione messe in atto da Fidel Castro. Ha interrotto lo sciopero il 7 luglio scorso, dopo l’accordo fra Chiesa cattolica cubana e regime, che prevde la liberazione entro ottobre di 52 dei 75 dissidenti, condannati a pene detentive che vanno dai 20 ai 30 anni.

Dall’ospedale di Santa Clara, dov‘è ricoverato, ha risposto in esclusiva alle domande di euronews.

“Il regime di Castro ha deciso pragmaticamente di cercare di migliorare la sua immagine internazionale e allo stesso tempo di far superare all’Unione Europea la Posizione Comune nei confronti di Cuba”, ha dichiarato Fariñas. “Inoltre vuole fare in modo che gli Stati Uniti autorizzino i turisti e tutti i cittadini nord-americani a viaggiare liberamente a Cuba: dai 6 agli 8 milioni di potenziali turisti, che rappresenterebbero molto per l’economia cubana, che si trova in totale bancarotta, con una crisi negli approvvigionamenti che tocca anche il commercio con moneta liberamente convertibile”.

- Come valuta le scarcerazioni dei dissidenti e in modo particolare il fatto che abbiano dovuto abbandonare Cuba?

“Che io sappia i prigionieri non sono stati obbligati a partire. Questa è una delle caratteristiche di queste scarcerazioni: chi invita a lasciare Cuba, molto rispettosamente, è il cardinale della Chiesa cattolica cubana, Jaime Ortega Alamino. A coloro che si rifiutano di farlo, dice loro che ne hanno il diritto e che, nel giro di 3 o 4 mesi, resteranno a casa loro se non vogliono andare via da Cuba. È dunque importante sottolineare il fatto che chi sta proponendo di lasciare l’isola non è il regime che opprime, non gli ufficiali di sicurezza dello Stato ma l’alta gerarchia cattolica.”

La versione integrale dell’intervista è disponibile in lingua spagnola sul nostro sito