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Stop alla marea nera, la Louisiana spera

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Stop alla marea nera, la Louisiana spera

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Marea nera, Bp ha bloccato la perdita che da tre mesi inquina le acque del Golfo del Messico.

Anche se, memore dei tanti fallimenti, avverte: siamo ancora in fase di test.

Mentre in borsa di le sue azioni schizzano in alto, la gente del luogo apprezza ma non risparmia le critiche sul tempo perduto: “Penso che sia una gran cosa, se tutto va bene, ora la perdita è stata fermata e potremmo vedere qualche ritorno economico per New Orleans. Un sacco di agenzie locali hanno perso lavoro a causa della marea nera. Per cui speriamo di riuscire a pulire tutto e tornare presto alla normalità”.

“Siamo in gran ritardo”, dice un’abitante della Luoisiana, “La mia impressione è che avremmo dovuto far questo mesi fa. Se sai cucinare i nostri piatti di pesce, sai anche come scremare il petrolio dall’acqua. Avremmo dovuto farlo allora”.

“Penso che avrebbero dovuto fare qualcosa molto tempo fa”, dice un’altra donna, “Due catastrofi in cinque anni sono un po’ troppo”.

L’economia della Louisiana, basata su pesca e turismo, è in ginocchio: 700 chilometri di costa sono stati inquinati gravemente.

“Il danno ormai è fatto”, dice un pescatore, “Il petrolio è ovunque. Avrebbero dovuto lasciarlo in superficie così saremmo riusciti a catturarlo invece di disperderlo e lasciralo andare a fondo. Non riusciremo mai a tirarlo fuori dall’acqua”.

Il presidente Obama parla di segno incoraggiante ma resta cauto: siamo ancora in una fase di prova.

Per il ritorno alla normalità si attende l’intervento delle imbarcazioni che dovrebbero raccogliere dal mare 80 mila barili di petrolio al giorno.

BP ha già speso più di tre miliardi di dollari e dovrà finanziare un fondo di altri 20 miliardi de dollari per pagare il conto della catastrofe.