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Rimpatriato lo scienziato iraniano che accusa la Cia di rapimento

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Rimpatriato lo scienziato iraniano che accusa la Cia di rapimento

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Arrivato a Teheran lo scienziato nucleare iraniano che ha accusato la Cia di averlo rapito la scorsa estate. Shahram Amiri ha terminato il volo che lo ha riportato a casa da Washington, dopo uno scalo in Qatar. Ai giornalisti ha raccontato di essere stato prelevato dai servizi segreti statunitensi e sauditi durante un pellegrinaggio in Arabia Saudita e di aver subito pressioni psicologiche.

“Nei primi due mesi sono stato sottoposto a pesanti torture psicologiche e mentali da parte degli agenti e agli interrogatori della Cia” ha detto. “Mi stupisce che una persona come il Segretario di Stato americano Hillary Clinton, che sostiene di difendere i diritti umani, possa affermare che ero libero e che sono andato là di mia spontanea volontà. Ho documenti e prove che dimostrano il contrario. Non mi era permesso fare una telefonata o parlare con qualcuno ed ero sotto il controllo di agenti della Cia armati”.

Amiri ha negato di essere coinvolto nel programma nucleare iraniano e ha riferito che una “forte somma di denaro” gli sarebbe stata offerta dai servizi segreti americani per indurlo a rimanere negli Stati Uniti.

Washington dal canto suo ha respinto ogni accusa: il segretario di Stato Hillary Clinton ha affermato che l’uomo si trovava per sua scelta sul suolo americano, dove era libero di andare e venire.