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Pacheco: "Raul forse l'uomo del cambiamento"

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Pacheco: "Raul forse l'uomo del cambiamento"

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Pablo Pacheco Avila. Uno dei primi dissidenti cubani liberati ad arrivare in Spagna. Pacheco è una delle vittime della cosiddetta primavera nera, l’ondata di arresti del marzo 2003. Un mese dopo il fermo viene condannato a 20 anni di prigione con l’accusa di appoggiare la politica statunitense nei confronti di Cuba. Il nostro inviato Enrique Barrueco lo ha incontrato a Madrid.

“Le prove cui si è appigliato il governo cubano per accusarmi” racconta Pacheco “sono state una macchina da scrivere nel 1950 e qualcosa, un registratore portatile, matite, qualche documento, un fax, fogli bianchi, libri, principalmente di giornalismo, una radio. Ecco, tutto quel che ho, è tutto là, a Cuba. Ecco la prova per accusarmi”.

Per lei ha un significato particolare il passaggio tra la leadership di Fidel e quella di Raul Castro?

“C‘è chi pensa di no” risponde Pacheco. “Io credo che sì, se Fidel Castro fosse stato ancora al potere adesso, questa intervista non sarebbe stata possibile. Credo che Raul possa diventare l’uomo del cambiamento a Cuba, fare un passo che lo faccia uscire dall’ombra del fratello…Perchè mi pare che Raul abbia vissuto tutta la vita all’ombra di Fidel Castro”.