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"La Francia ha avallato elezioni truccate in Africa"

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"La Francia ha avallato elezioni truccate in Africa"

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Sophie Desjardin, euronews: “Buongiorno, signor Thimonier, segretario generale dell’associazione Survie. 13 capi di stati africani, ex colonie francesi, sono stati invitati a Parigi, e le truppe africane hanno sfilato sugli Champs Elysées. Che cosa vi infastidisce in questa presenza?”

Olivier Thimonier, segretario generale di Survie: “Quel che ci infastidisce è innanzi tutto che la maggior parte dei capi di Stato presenti sul podio, in tribuna, con il presidente Sarkozy, sono capi di Stato che sono saliti al potere o attraverso colpi di mano o attraverso elezioni truccate. Non tutti, ma una grande maggioranza.
“In secondo luogo, gli eserciti che hanno sfilato sugli Champs Elysées sono eserciti che nel loro paese hanno commesso un certo numero di azioni riprovevoli, violazioni dei diritti umani, repressione delle libertà, della stampa, degli oppositori eccetera. Anche in questo caso non è vero per tutti i paesi ma per un certo numero di eserciti, e vedere in occasione del 14 luglio, che è comunque il simbolo della libertà, della liberazione proprio dal giogo dell’autoritarismo, vedere al contrario onorate delle personalità e delle persone che contribuiscono alla repressione delle libertà nel proprio paese solleva un vero problema, ed è abbastanza rivelatore in ultima analisi del modo in cui la Francia vede la politica in Africa e gli appoggi che continua e intende continuare a portare a certe pratiche politiche controverse”.

euronews: “Allora, nel momento in cui lei dice che nulla è cambiato e che la Francia pensa solo a preservare i propri interessi, che cosa vuol dire?”

Thimonier: “Dire ‘nulla è cambiato’ è forse un po’ caricaturale. Naturalmente c‘è stata un’evoluzione dagli anni Sessanta, ma possiamo constatare allo stesso tempo una continuità. La Francia nel 1960 ha sì concesso l’indipendenza alle sue ex colonie, ma parallelamente, ha messo in moto un meccanismo che le permetteva di mantenere questi paesi sotto il suo controllo, sotto il suo dominio, attraverso ingerenze politiche e militari varie e disparate, e in effetti vediamo che col passare del tempo questa pratica non è evoluta, non è cambiata, al contrario, c‘è una vera e propria continuità e potremmo perfino dire una sorta di ritorno, perché la Francia oggi, contrariamente ai decenni precedenti, si trova sempre più di fronte alla concorrenza nella sua ‘fortezza’, nello spazio privilegiato costituito dalle sue ex colonie, e di conseguenza vuole riposizionarsi in maniera più forte da un lato sul piano politico ma anche sul piano economico, in modo da permettere alle imprese francesi di accedere a tutta una serie di risorse naturali”.

euronews: “Nicolas Sarkozy aveva annunciato fin dalla sua elezione, e l’ha ribadito di recente, di voler farla finita con la Françafrique. Che cosa rimane di questo concetto e di questa politica oggi secondo lei e che cosa ci vorrebbe per farla finita per davvero?”

Thimonier: “Il problema è che ci sono molti residui. È vero che non è più la Françafrique di un tempo, ma ci siamo resi conto molto in fretta con l’ascesa del presidente Sarkozy all’Eliseo che in effetti lui ha rilanciato, riattivato certe reti della Françafrique. Per esempio, c‘è questo politico, Jacques Toubon, a cui oggi il presidente Sarkozy ha affidato l’organizzazione delle celebrazioni per il cinquantenario delle indipendenze. È già un personaggio ambiguo come amministratore locale, ma è anche andato a convalidare diverse elezioni truccate, in particolare in Congo, interferendo quindi nella diplomazia ufficiale della Francia.
“Noi di Survie denunciamo anche che questa politica francese in Africa è totalmente monopolizzata dall’Eliseo, c‘è una mancanza di trasparenza e un’assenza di controllo in particolare da parte del parlamento. Quindi facciamo molta pressione perché i deputati francesi si facciano carico del problema e cerchino di controllare questa politica, perché in gioco c‘è la democrazia anche qui in Francia, e non solo in Africa”.