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"Diffidate dei rilasci". Altolà di un cubano liberato

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"Diffidate dei rilasci". Altolà di un cubano liberato

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Madrid abbraccia altri due prigionieri politici cubani, liberati dall’Havana: i giornalisti dissidenti Omar Rodriguez e Normando Hernandez.

Ad attendere quest’ultimo anche la madre Blanca, che non vedeva dal duemiladue. Condannato a venticinque anni di carcere per le critiche espresse al regime cubano, denuncia oggi i trattamenti subiti: “Una volta – racconta – sono stato buttato giù dalle scale e poi preso a bastonate. Ho dovuto rifiutarmi di mangiare e proclamare uno sciopero della fame, per riaffermare i miei diritti. Sono arrivato ad ammalarmi. Mi hanno fatto ammalare. Credo mi abbiano addirittura infettato apposta con dei virus”.

Se molti cantano vittoria per la libertà ritrovata, Hernandez non nasconde il suo scetticismo. La liberazione dei prigionieri politici, dice, non è che un’“operazione cosmetica” dell’Havana, volta a ottenere un ammorbidimento delle politiche comunitarie: “Alla fine – sostiene – credo sia una semplice strategia affinché l’Unione Europea muti rotta sulla posizione comune nei confronti di Cuba. Ritirarla sarebbe un errore”.

Ai nove dissidenti cubani finora arrivati a Madrid, dovrebbero nelle prossime ore aggiungersene altri due. Venti, sul totale dei 52 di cui l’Havana ha annunciato la liberazione, quelli che avrebbero accettato di andare in Spagna.