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Partito dagli Stati Uniti il fisico iraniano che accusa la Cia di rapimento

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Partito dagli Stati Uniti il fisico iraniano che accusa la Cia di rapimento

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Shahram Amiri ha lasciato gli Stati Uniti per l’Iran. Lo scienziato che in alcuni video diffusi dalla tv della Repubblica Islamica sostiene di essere stato rapito e torturato dalla Cia è ripartito per il suo Paese. Resta il mistero sulla sua scomparsa – avvenuta in Arabia Saudita nel giugno 2009 – e sulla sua riapparizione. L’uomo si era rivolto a inizio settimana alla sezione d’interessi iraniana dell’ambasciata pachistana a Washington per chiedere di essere rimpatriato al più presto.
 
Amiri racconta di come un gruppo di persone lo abbia abbordato dicendogli di essere immigrati come lui e invitandolo a raggiungere una moschea. Una volta salito su un furgone bianco si sarebbe trovato una pistola puntata alla tempia.
 
Un nuovo dossier da guerra fredda, che a pochi giorni dallo scambio di spie con la Russia, torna a imbarazzare Washington. Secondo il segretario di Stato americano Hillary Clinton, l’uomo si trovava negli Stati Uniti per sua scelta ed era libero di andarsene.
 
È piuttosto Teheran, ha detto la Clinton, che trattiene tre giovani americani contro la loro volontà. Il riferimento è a un gruppo di escursionisti statunitensi arrestati un anno fa vicino al confine iraniano.
 
Resta intanto da verificare l’attendibilità dei video e se a parlare a webcam e telecamere fosse davvero Shahram Amiri.