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Fidel in tv, silenzio su dissidenti. Argüelles: resto a Cuba

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Fidel in tv, silenzio su dissidenti. Argüelles: resto a Cuba

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Piccolo compendio di politica internazionale. Fidel Castro è vivo, vegeto, un poco appannato dagli anni, ma con una gran voglia di fare il punto sulle questioni calde dell’attualità internazionale, a partire dal Medio Oriente e dall’Iran in particolare.

L’ex Presidente cubano compare per la prima volta in un’intervista in tv dal 2007. Parla del rischio imminente di una guerra in Medio Oriente. Ma non fa alcun accenno alle questioni interne. Men che meno quella più d’attualità: la liberazione dei dissidenti. I primi 6 hanno lasciato l’isola. Ma non tutti intendono farlo. Uno è Pedro Argüelles che ha parlato al telefono con la blogger cubana Yoani Sànchez.

“Mi hanno portato in uno degli uffici della prigione” racconta “e mi hanno messo in comunicazione telefonica con l’arcivescovo de L’Avana che mi ha detto che facevo parte della lista di quanti possono partire per la Spagna. Ho risposto che non ho la minima intenzione di lasciare la mia patria. Questo è il posto dove devo lottare per i diritti, le libertà e la dignità di ogni essere umano. Qui è dove voglio restare, in prima linea per la lotta contro il regime totalitario castrista”.

In base all’accordo mediato dal ministro degli Esteri spagnolo Miguel Anguel Moratinos con l’aiuto della chiesa cubana, sono in tutto 52 i prigionieri che verranno rilasciati. Fanno tutti parte della lista dei 75 dissidenti arrestati nel 2003 nella cosiddetta ‘primavera nera’.