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Si aggrava il bilancio degli attentati in Uganda

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Si aggrava il bilancio degli attentati in Uganda

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Le autorità ugandesi puntano il dito contro gli integralisti islamici somali per il duplice attentato di Kampala. Oltre 70 persone sono morte nell’esplosione di due bombe in due locali della capitale dell’Uganda, gremiti di tifosi che guardavano la finale dei mondiali. Gli attentati – forse ad opera di kamikaze – hanno fatto anche una settantina di feriti. Tra i morti, un cittadino statunitense: il presidente Barack Obama ha espresso parole di condanna. Il presidente ugandese Yoweri Museveni ha visitato i luoghi distrutti dagli attentati e ha promesso di punire i responsabili.

L’Uganda – terza economia dell’Africa orientale – sta attirando miliardi di dollari in investimenti stranieri. Allo stesso tempo, la minaccia posta dai militanti islamici suscita una crescente preoccupazione. Secondo le autorità, ad agire sarebbero stati i ribelli somali di al Shabab. Il gruppo, legato ad al Qaida, aveva in passato minacciato di colpire l’Uganda, che con i suoi militari partecipa alla missione di peace-keeping dell’Unione africana in Somalia. I leader del gruppo non hanno confermato o smentito il coinvolgimento, ma hanno espresso soddisfazione per il duplice attentato.