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Polanksi libero. No a estradizione e domiciliari

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Polanksi libero. No a estradizione e domiciliari

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Roman Polanski torna in libertà. Le autorità svizzere hanno respinto la richiesta di estradizione degli Stati Uniti e revocato gli arresti domiciliari, che dal 4 dicembre scorso lo costringevano nel suo chalet di Gstaad.
All’origine della decisione, ha fatto sapere il Ministero della giustizia elvetico, la mancata ricezione dei documenti, relativi a un accordo che Polanski avrebbe raggiunto ormai più di trent’anni fa con le autorità statunitensi.
“La documentazione del caso non ci è mai pervenuta – ha detto il Ministro della giustizia Eveline Widmer-Schlimpf -. Gli elementi a nostra disposizione non ci consentono di sgombrare il campo dai dubbi e di escludere quindi con certezza che il signor Polanski non abbia già espiato la pena”.
Accusato nel 1977 di aver intrattenuto rapporti sessuali con una tredicenne, il regista premio Oscar per “Il pianista” si era poi dichiarato colpevole e aveva trascorso un mese e mezzo in un ospedale psichiatrico. Accordo, nonostante il quale la giustizia americana tornò a perseguirlo, inducendolo l’anno successivo a rifugiarsi in Europa.
Nel settembre 2009, poi, l’arresto a Zurigo su mandato statunitense. Oggi il pronunciamento più volte invocato, oltre che da buona parte del mondo del cinema, anche dalla sua vittima di allora.