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Quindici anni fa il genocidio di Srebrenica il più grave massacro di civili in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. La commemorazione prevede anche i funerali di 775 vittime, ritrovate di recente in fosse comuni e i cui corpi sono stati identificati solo nel corso di quest’anno. Finora i test DNA hanno permesso di accertare l’identità di 6481 corpi.

Significativa, fra le presenze ufficiali, quella del Presidente serbo Boris Tadic che, prima di lasciare Belgrado, ha lanciato un appello alla riconciliazione di tutti i popoli dell’ex Jugoslavia.

Nel luglio del 1995, in 5 giorni, le truppe serbo-bosniache trucidarono oltre 8mila mussulmani bosniaci, uomini e ragazzi, la quasi totalità della popolazione maschile della città che pure era sotto la protezione dei caschi blu.

Alla cerimonia, al cimitero di Potocari, partecipano almeno 60mila persone. Fra loro anche i 5mila della marcia della pace che ha ripercorso l’itinerario seguito dai 15mila uomini di Srebrenica in fuga verso Tuzla, dove solo in pochi arrivarono.

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