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Il mondo ricorda il massacro di Srebrenica

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Il mondo ricorda il massacro di Srebrenica

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Oltre 100 chilometri, per ricordare quanti cercarono di fuggire al massacro di Srebrenica dell’11 luglio 1995. Più di cinquemila persone, inclusi sopravvissuti, hanno iniziato una marcia di tre giorni: lo stesso cammino impervio che in migliaia intrapresero prima de momento più funesto della guerra in Bosnia. Hajrudin Mujkanovic, sopravvissuto, dice: “Camminerò fino a quanto possibile. Mi sento in dovere di farlo in segno di rispetto per quanti hanno percorso queste montagne e queste colline in cerca della salvezza”.

Nel luglio del 1995 a Srebrenica c’erano circa 40.000 persone. Quindici anni dopo, i resti di migliaia delle vittime – oltre 8.000 – devono ancora essere identificati. Nei giorni scorsi, gli esperti forensi hanno cominciato le esumazioni da una grande fossa comune in un villaggio presso Srebrenica, forse la più grande finora rinvenuta. Una donna che ha perso due figli, il marito, due fratelli e molti parenti nel massacro racconta: “Quando arriva luglio, è davvero difficile. Quando iniziano le commemorazioni, i corpi vengono portati al cimitero di Potocari, i miei figli non ci sono”.

Nel luglio del 1995 le forze serbo-bosniache guidate da Ratko Mladic iniziarono la conquista dell’enclave protetta dall’Onu. Oltre 8000 civili musulmani, per lo più uomini e ragazzi furono uccisi, nella peggiore atrocitéà vissuta dall’Europa nella Seconda Guerra mondiale.