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Mediazione Moratinos, 52 prigionieri cubani liberi

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Mediazione Moratinos, 52 prigionieri cubani liberi

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Raul non è Fidel. L’accordo ottenuto dal ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos per la liberazione di cinquanta due dissidenti cubani apre una nuova era per l’Avana.

All’orizzonte c‘è la fine della ‘posizione comune’, la politica adottata nel 1996 dall’Unione Europea nei confronti dell’isola che lega le relazioni al rispetto dei diritti umani. Il tutto con un ruolo non secondario della Chiesa attraverso l’operato dell’Arcivescovo de L’Avana Jaime Ortega.

“Credo che ora non sussistano più ragioni per manterene la cosiddetta posizione comune” ha detto Moratinos. “I miei colleghi mi hanno detto che se fossi riuscito a concludere l’accordo sui prigionieri, avremmo abbandonato la politica della posizione comune. Spero che i miei colleghi europei onoreranno l’impegno. Molti hanno dei dubbi, alcuni sono scettici”.

L’intenso lavoro diplomatico condotto da Madrid nei mesi della Presidenza europea si è accompagnato alla mediazione della Chiesa cattolica. Imminente il rilascio dei primi 5 prigionieri che si recheranno in Spagna con le loro famiglie. Differita e attesa nel corso dei prossimi 3/4 mesi la liberazione di altri 47 detenuti. Il dissidente Oswaldo Payà, premio Sakarov per i diritti umani, contattato da EuroNews, esprime riserve per l’intesa raggiunta.