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L'Europarlamento approva l'accordo USA-UE sui dati bancari

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L'Europarlamento approva l'accordo USA-UE sui dati bancari

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Lotta al terrorismo, ma senza dimenticare la privacy: il Parlamento europeo ha cercato il miglior compromesso in materia di dati bancari tra le due esigenze , entrambe fondamentali. E ha dato il proprio consenso definitivo all’accordo trovato da tempo tra Stati Uniti ed Unione europea, ma con alcune modifiche non di poco conto, soprattutto sul piano delle garanzie:

“Un rappresentante dell’Unione europea sarà presente ogni giorno presso il dipartimento del Tesoro americano, per controllare le attività di ricerca dei dati bancari europei. Se gli Stati uniti cominciano una pesca a strascico, una raccolta indiscriminata di dati, cercando altro che sospetti di terrorismo, allora il rappresentante europeo li fermerà, bloccando tutto”.

L’accordo definisce le condizioni alle quali il Tesoro americano potrà informarsi sui movimenti bancari di cittadini europei. In vigore già da anni, era stato bloccato nel febbraio scorso dall’Europarlamento, che chiedeva più tutele per la privacy ed entrava in pratica in conflitto con la Commissione, più propensa a riconoscere le esigenze degli inquirenti e dei cittadini americani.

“Naturalmente la sicurezza è molto importante per i cittadini americani, vivono ancora nel dramma dell’11 settembre 2001, hanno avuto l’attentatore di Detroit, e il fallito attentato di Times Square, quest’anno. La sicurezza è importante, per loro”

L’Europarlamento però era intimorito da alcuni aspetti dell’accordo: per esempio, l’archiviazione dei dati per novant’anni, ora ridotti a cinque, con obbligo di cancellazione al termine di qualsiasi inchiesta. Si tratta dei dati di circa 8.000 istituzioni bancarie di 200 Paesi, gestiti dalla società Swift, la cui sede che gestisce i dati europei si è appena trasferita in Olanda. L’accordo è stato approvato a maggioranza, ma restano alcune inquietudini.

“Il trasferimento dei dati bancari dei cittadini europei fu autorizzato dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, per cooperare nella lotta contro il terrorismo. Ma il problema più grosso ora è dare ai cittadini europei gli stessi diritti di quelli statunitensi, quando si tratta di proteggere la loro privacy negli Stati Uniti, in particolare riguardo ai dati bancari”.