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Roma, la protesta degli aquilani contro la gestione delle zone terremotate

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Roma, la protesta degli aquilani contro la gestione delle zone terremotate

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In cinquemila hanno sfilato a Roma per protestare contro la gestione delle zone terremotate in Abruzzo. I sopravvissuti al sisma che il 6 aprile 2009 ha devastato L’Aquila e diverse comunità circostanti, provocando oltre trecento vittime, chiedono all’esecutivo misure a sostegno dell’occupazione, dell’economia e della ricostruzione.

I manifestanti hanno marciato anche davanti a Palazzo Grazioli, dove il premier Berlusconi era riunito con i vertici del Pdl. Non sono mancati i momenti di tensione e gli scontri con le forze dell’ordine: almeno due risultano i feriti.

Oltre alla sospensione delle tasse – che tra qualche mese dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento con il recupero di quelle non pagate – i manifestanti chiedono anche il congelamento dei mutui, finanziamenti certi e procedure efficaci e snelle per la ricostruzione.

“A L’Aquila il centro sta cadendo a pezzi, tutte le case stanno cadendo a pezzi: non è stato rimesso a posto niente” afferma una donna.

La protesta è un duro colpo per Berlusconi, che ha ripetutamente presentato gli interventi predisposti per far fronte alla devastazione causata dal sisma come un fiore all’occhiello dell’esecutivo. Migliaia di sfollati vivono ancora in alloggi provvisori.