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Offensiva a Gaza: soldato israeliano accusato di omicidio

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Offensiva a Gaza: soldato israeliano accusato di omicidio

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È l’accusa più grave nell’ambito dell’offensiva israeliana a Gaza, ma non soddisfa tutti. Un tiratore scelto di Tsahal deve rispondere di omicidio per avere sparato – uccidendolo – a un palestinese. Altre due donne, madre e figlia, sarebbero morte nello stesso incidente, sostiene la famiglia. Il soldato dovrà affrontare il tribunale militare: “La decisione – ha detto la portavoce dell’esercito israeliano, Avital Leibovitz – è stata presa sulla base di testimonianze: senza ordini o autorizzazioni, il soldato ha preso di mira un individuo che stava camminando tenendo in mano una bandiera bianca”.

Secondo l’esercito israeliano, durante le tre settimane di offensiva, si sarebbero verificati oltre 150 episodi di questo tipo. Le indagini aperte sono ancora parecchie, come spiega Jessica Montel, dell’organizzazione umanitaria B’TSelem: “Ci sono decine di casi ancora al vaglio dell’esercito a un anno e mezzo di distanza. È fondamentale che le indagini siano concluse al più presto. Vorrei anche aggiungere che mi sento un po’ a disagio per il fatto che un singolo militare debba pagare per tutte le vittime e la distruzione a Gaza”.

Circa 1.400 palestinesi e 13 soldati israeliani sono rimasti uccisi nell’offensiva iniziata il 27 dicembre 2008. Lo scorso settembre, il rapporto della commissione Goldstone delle Nazioni Unite ha parlato di crimini di guerra commessi dalle due parti. Ma Israele ha boicottato l’inchiesta.