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La presidenza belga dell'UE

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La presidenza belga dell'UE

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E’ un Belgio diviso e senza governo che ha preso la guida dell’Unione Europea lo scorso primo luglio. L ‘attuale primo ministro si dimostra rassicurante: “L’unione europea non sarà una vittima collaterale della crisi interna che colpisce il paese”
Le spiegazioni di Yves Leterme, premier belga:

“Non c’ è alcun dubbio che il Belgio, malgrado si debba insediare il governo federale nei prossimi mesi, sia in grado di affrontare, da qui a dicembre, tutti gli aspetti pratici della Presidenza”.

Toccherà al leader della Nuova allenza fiamminga, Bart de Wever, vincitore delle elezioni legislative di giugno, la responsabilità di formare il nuovo governo. Ma fino a quel momento, l’esecutivo in carica si dice pronto a proseguire la sfida.

L’attuale compagine politica avrà il ruolo di vigilare lo svolgimento dei lavori del Consiglio dell’Unione Europa – meglio conosciuto come il Consiglio dei ministri – e preparerà gli incontri tra gli stati membri.

Prima dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona della fine del 2009, la presidenza di turno dell’Unione occupava anche quella del Consiglio Europeo, l’appuntamento nel quale si riuniscono a intervalli regolari i capi di stato o di governo dei 27. Una funzione ormai incarnata da un altro belga: Herman van Rompuy.

Ma le manovre della presidenza belga sono limitate anche per la presenza di un’altra figura: l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e per la sicurezza,Catherine Ashton. Un altro posto introdotto dopo l’applicazione del Trattato di Lisbona.

Tra le priorità della presidenza belga c’ è sicuramente la strategia per uscire dalla crisi e le regole da introdurre per regolare il settore finanziario. Altri temi chiave sono l’ambiente e la coesione sociale.