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Bronislaw Komorowski: dal carcere alla presidenza della Polonia

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Bronislaw Komorowski: dal carcere alla presidenza della Polonia

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È una tragedia nazionale a portare alla ribalta Bronislaw Komorowski. La morte del presidente polacco Lech Kaczynski, nell’incidente aereo di aprile, fa scattare gli automatismi istituzionali: in quanto presidente della camera bassa del parlamento, Komorowski diventa capo di Stato a interim.

Altra conseguenza dello schianto del Tupolev presidenziale, l’anticipo delle elezioni, in origine previste per ottobre.

Nello schianto aereo di Smolensk, viene anche a mancare il principale rivale di Komorowski, eletto da poco candidato alle presidenziali dal suo partito, Piattaforma Civica, la formazione al potere.

Bronislaw Komorowski, storico di formazione, è impegnato in politica dai tempi del comunismo. Nel 1980 viene condannato a un mese di carcere con altri attivisti del Movimento per i diritti umani e civili per aver organizzato una manifestazione antiregime. Nel 2000 entra nel governo di Jerzy Buzek, che gli affida il ministero della difesa.
Esperienza che segna un punto in suo favore, in queste elezioni: il presidente della Repubblica, tra le sue scarne competenze, ha voce in capitolo in materia di sicurezza e politica estera. Oltre al suo potere più temuto: il veto sulle leggi votate dal parlamento.

Il candidato di Piattaforma Civica, sposato e padre di cinque figli, ha fatto campagna ostentando il suo attaccamento ai valori familiari.

Un volto sereno, un uomo tranquillo che rassicura gli elettori. Conservatore si ma moderato.

Il pragmatismo di Komorowski sembra poter fornire quelle garanzie di continuità e di stabilità di cui il paese sembra aver bisogno dopo gli strappi dell’era Kaczynski