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Alain Touraine: "Per noi Europei, il grande problema di oggi è il rapporto con il mondo musulmano"

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Alain Touraine: "Per noi Europei, il grande problema di oggi è il rapporto con il mondo musulmano"

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La questione dell’islamofobia è al centro degli studi di Alain Touraine. Il sociologo francese è stato recentemente ospite al Consiglio d’Europa, che ha messo il tema all’ordine del giorno. Insignito quest’anno del premio Principe delle Asturie, insieme al ricercatore britannico Zygmunt Bauman, Touraine ha al suo attivo una quarantina di saggi sugli sviluppi sociali nell’era post-industriale. Euronews lo ha incontrato a Strasburgo.

euronews: Signor Touraine, benvenuto su euronews.

Alain Touraine: Grazie per l’invito.

euronews: Oggi, se diciamo Islam e se diciamo musulmano, si traduce automaticamente terrorismo e terrorista.

Alain Touraine: Beh, non esageriamo. C‘è una tendenza che porta a questo, e la ragione, molto semplicemente, è che il terrorismo fa notizia. Quando c‘è un attentato, anche uno minore, un attentato suicida individuale, il fatto ha grande visibilità e fa notizia sui giornali.

euronews: Quindi è colpa dei media?

Alain Touraine: No, ma le situazioni estreme sono sempre più visibili.

euronews: Possiamo dire che la religione è percepita come uno spazio di allarme? Penso al referendum sui minareti in Svizzera. Penso al dibattito sul burqa in Francia…

Alain Touraine: No, su questo punto non sono d’accordo. Perché la grande maggioranza dei musulmani che vivono in Francia, da 5 a 6 milioni di persone, quindi una fetta molto grande, non hanno niente a che vedere con tutto questo. Può essere che il burqa prenda piede – e comunque sarebbe più corretto parlare di niqab che di burqa – ma al momento è diffuso solo tra due o tre mila persone. Sono già tante, perché prima non ce n’erano. Ma due o tre mila persone, sulla metà di sei milioni, quindi su tre milioni di donne musulmane, è pur sempre una parte minuscola. In Europa abbiamo separato la sfera economica da quella politica e da quella religiosa. Quando lei parla di Islam fa come Samuel Hungtington con la sua teoria sullo scontro di civiltà: pensa a un insieme compatto. Invece no, non esiste un insieme Islam, o un insieme cristianismo. Lasciamo stare questo tema delle religioni.

euronews: Siamo in un periodo di catastrofe, a livello sociale?

Alain Touraine: Le rispondo subito di no, per due ragioni. La prima è che a livello mondiale non c‘è alcuna catastrofe. Il mondo progredisce, il mondo cresce. L’Africa sta conoscendo una grande crescita. Diciamo che, sotto il profilo economico, il mondo va sempre meglio, ad eccezione dell’Europa. Anche gli americani si sono ripresi dopo la crisi finanziaria. E’ l’Europa che nel 2010 sta mostrando – in primo luogo con la Grecia, in futuro forse con altri paesi – sta mostrando di non essere in grado di gestire e dominare i problemi… Quindi attenzione: non c‘è una catastrofe mondiale. Se di catastrofe si tratta, sarebbe limitata all’Europa. E’ qualcosa di più preciso. E poi l’Unione europea è un soggetto debole, dal potere quasi inesistente, mentre gli Stati Uniti sono una potenza, altri paesi come la Cina o l’India sono delle potenze. Direi che questa è la prima ragione. In secondo luogo, e ciò dimostra che non c‘è alcuna catastrofe, nel 2009 i paesi europei hanno attinto alle loro riserve e speso molto denaro per impedire un crollo dello stile di vita. Nel 2009, in Francia e nella maggior parte dei paesi europei, abbiamo assistito a una crescita del tenore di vita molto modesta. Ma non c‘è stata una catastrofe. Nel 2010, sarà verosimilmente peggio.

euronews: Torniamo alla religione. La Corte europea dei diritti dell’uomo sta per pronunciarsi sui crocefissi nelle scuole italiane. Cos‘è, per lei, un crocefisso?

Alain Touraine: Senta, ci sono molti italiani moderati o conservatori che dicono “beh, il crocefisso è un simbolo nazionale”, e questo è completamente grottesco. Il crocefisso non è un simbolo nazionale.

euronews: Fa parte della nostra tradizione, della tradizione italiana.

Alain Touraine: Fa parte della tradizione francese, fa parte della tradizione tedesca, inglese, insomma come vuole. Gli italiani non sono il cristianesimo. Avete il Papa, tenetevelo, benissimo. Noi non l’abbiamo, tanto meglio. Ma se volete conoscere il mio parere sul crocefisso… io sono un vero francese laico e penso che la laicità sia fondamentale per risolvere i problemi di questa epoca. Il crocefisso è la stretta della Chiesa cattolica sulla vita pubblica italiana.

euronews: L’adesione della Turchia all’Unione europea: secondo gli analisti, l’ostacolo all’adesione è che la Turchia è un paese in maggioranza musulmano. Lei è dello stesso avviso?

Alain Touraine: Innanzitutto, per quanto ne so, il principio dell’adesione della Turchia all’Unione è stato votato in Europa. La Turchia, per ora, l’abbiamo messa in attesa. Non si può dire che sia stata respinta. La maggior parte dei paesi europei sono favorevoli. Quelli contrari sono Francia e Germania. Sopratutto la Francia, per ragioni che… beh, che riguardano il presidente della repubblica e il suo partito… Personalmente, visto che me lo ha chiesto, sono uno dei più convinti partigiani dell’ingresso della Turchia in Europa. Perché? Perché penso che per noi europei, il problema maggiore sia oggi il rapporto con il mondo musulmano. Gli americani hanno incontrato il mondo musulmano attraverso i paesi arabi. Paesi che erano stati colonizzati dagli europei e che erano quindi ostili. E che non hanno mai avuto uno stato forte, quindi avevano atteggiamenti culturali e politici di ostilità. La Turchia non è mai stata colonizzata. Ha colonizzato diversi paesi, ma non è mai stata colonizzata. E ha sempre avuto uno stato forte, e anche moderno se si considera Kemal Ataturk, eccetera… Quindi penso che l’Europa esisterebbe davvero a livello mondiale se potesse dimostrare di essere capace a costruire un rapporto tra una parte dell’Occidente e una parte del mondo musulmano, mentre gli americani si sono impantanati in una guerra vergognosa.