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Spie russe, Washington getta acqua sul fuoco

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Spie russe, Washington getta acqua sul fuoco

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Quando Obama e Medvedev consumavano l’ormai famoso hamburger della pace, pochi giorni prima degli arresti, il Presidente Usa sapeva che l’Fbi era sulle tracce delle spie russe. Dopo il terremoto della spies story però il messaggio di Washington è chiaro: traccie residue della Guerra Fredda non impediranno che si consolidino i rapporti di fiducia con Mosca.

Mentre trapela l’identità di alcuni 007 russi, a partire dalla Mata Hari degli anni Duemila, Anna Chapman, l’amministrazione Obama getta acqua sul fuoco.

“Si, procediamo verso una più stretta relazione. La Guerra Fredda è alle spalle. I rapporti bilaterali lo dimostrano” dice il sotto segretario agli Affari Europei di Washington. “E credo che non molti tra di noi siano rimasti scioccati nel constatare che alcune vestigia di quel passato sono ancora vive”.

L’arresto di 10 agenti al soldo di Mosca negli Usa è sulle prime pagine della stampa russa. Da Mosca, oltre alle dure critiche a Washington dell’ex agente del Kgb, il Premier Vladimir Putin, arriva anche la chiave di lettura dei fatti degli esperti:

“Sia in Russia che negli Stati Uniti ci sono forze contrarie al nuovo corso delle relazioni bilaterali” spiega Andrei Kortunov. “Ritengono che il miglioramento non possa essere duraturo, che non ci sia fiducia reciproca. Per chi la pensa così, l’episodio è un conferma”.

Le spie russe erano a loro volta spiate dall’Fbi da ormai 7 anni. Dall’entourage del Presidente americano trapela il disappunto di Obama per la tempistica degli arresti, scattati poco dopo l’incontro col Presidente russo Dmitri Medvedev, e giustificati dal timore di una fuga dei sospetti.