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Presidenziali tedesche, test cruciale per Merkel

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Presidenziali tedesche, test cruciale per Merkel

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Gli esami non finiscono mai per Angela Merkel. E per quello di domani, l’elezione del presidente della Repubblica federale, il cancelliere tedesco non può permettersi una bocciatura.

Il candidato della sua coalizione, una coalizione mai scesa tanto in basso nei sondaggi, è Christian Wulff, governatore della Bassa Sassonia.

51 anni, appartenente alla corrente di destra della Cdu, Wulff è a capo del governo regionale di Hannover dal 2003. Si è spesso trovato in conflitto con la Merkel, che spera quindi, candidandolo alla presidenza, di sbarazzarsi di un eventuale rivale in casa propria. Il presidente federale in Germania ha infatti solo funzioni protocollari. Un calcolo politico che sembrerebbe avere tutte le chance di riuscire, visto che conservatori e liberali hanno una ventina di voti in più della maggioranza assoluta necessaria per eleggere il loro candidato.

Ma nel calcolo manca una variabile, il coniglio estratto dal cappello dall’opposizione. Un coniglio che porta il nome di Joachim Gauck. Socialdemocratici e verdi sono riusciti, con questo gioco di prestigio, a conferire a un’elezione solitamente discreta un reale spessore politico.

Gauck, indipendente, pastore luterano, ex dissidente dell’Rda, è talmente popolare che se le presidenziali fossero a suffragio universale sarebbe eletto a occhi chiusi. Si dice “di sinistra, liberale e conservatore”. Ma soprattutto è considerato all’altezza del ruolo morale che caratterizza la carica presidenziale in Germania.

A decidere chi ricoprirà questa carica sarà un’assemblea federale formata per metà dai membri del Bundestag e per l’altra metà dai rappresentanti dei sedici länder nominati dai partiti.

Risulta eletto il candidato che ottiene la maggioranza assoluta al primo o al secondo turno o, se necessario, la maggioranza relativa al terzo turno.

Il presidente tedesco resta in carica cinque anni. L’ultimo è stato il cristiano-democratico Horst Köhler, che però non ha portato a termine il suo secondo mandato: in seguito alle polemiche scatenate da una sua gaffe sulla missione in Afghanistan, il 31 maggio Köhler si è dimesso a sorpresa. Secondo gli analisti, ha voluto così reagire all’atteggiamento della Merkel, che l’ha fatto eleggere sia nel 2004 sia nel 2009, ma che in questa occasione non l’ha sostenuto.