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La musica "verde" di Glastonbury

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La musica "verde" di Glastonbury

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170 mila persone, una fattoria e tanta musica. E’ il Glastonbury festival: in Gran Bretagna dal 1970 è l’evento musicale dell’anno. Difficile, ma non impossibile allineare l’etica ecologica, che da sempre lo contraddistingue, con l’impatto ambientale di una manifestazione di queste proporzioni.

Glastonbury sta adottando strategie eco-friendly in linea con i dettami della gestione sostenibile di eventi live. L’impatto del settore musicale britannico è stato misurato dai ricercatori dell’Università di Oxford, diretti da Catherine Bottrill:

“Questo settore produce ogni anno oltre mezzo milione di tonnellate di Co2 e i festival contribuiscono per il 15% circa. Ciò equivale a oltre 80 mila tonnellate di Co2, ovvero alle emissioni annuali di una città di 8 mila persone”.

“Infrastrutture” è la parola chiave che ha reso Glastonbury più green negli ultimi anni. Dal 2009 sono stati costruiti due bacini idrici e le tubature necessarie per portare l’acqua potabile al festival senza più bisogno di veicoli. Lucy Brooking Clark, Coordinatore Iniziative Verdi del Festival:

“Abbiamo abbassato le emissioni di Co2 del 25% riducendo il trasporto di acqua e liquame”.

Glastonbury ha investito nella rete fognaria regionale riuscendo a risparmiare 10,000 tonnellate di emissioni, dicono gli organizzatori. Prima erano necessari quasi 300 viaggi per trasportare le acque nere a 60 chilometri di distanza. L’anno prossimo l’elettricità verde potrebbe ridurre le emissioni del festival del 30%. Lucy Brooking Clark:

“Stiamo per installare il più grande impianto privato di pannelli solari del Regno Unito. 1500 metri quadrati di pannelli produrranno 200 KW di elettricità verde, pari all’energia consumata da 40 famiglie in un anno. Non abbastanza per l’intero festival, ma abbastanza per alimentare il palco principale, il Pyramid, durante i cinque giorni del festival”.

Ogni giorno un esercito di 170 poliziotti verdi informano il pubblico su come rispettare l’ambiente.

Chi viene sorpreso a urinare o a gettare mozziconi di sigarette sui prati può essere espulso da Glastonbury. La Green police spinge i presenti anche a utilizzare i 40 mila contenitori per il riciclaggio. Vengono svuotati due volte al giorno, non sempre è sufficiente.

Ciò che non viene gettato nei contenitori è raccolto a mano ogni mattina alle 6 da 950 volontari. Sei ore di lavoro al giorno per un biglietto gratis.

A Glastonbury la spazzatura viene differenziata e compattata sul posto. Il centro di riciclaggio è una struttura rara all’interno di un festival, soprattutto di queste dimensioni. Ogni giorno tra 10 e 15 mila tonnellate di scarti passano su questi nastri trasportatori. L’anno scorso è stato riciclato il 49% dei rifiuti: 90 tonnellate di scarti solidi e 150 di materiale compostabile. Andy Willcott, Coordinatore Riciclaggio e raccolta:

“78 persone lavorano ai nastri trasportatori. Qui arrivano tutti gli scarti del festival e come si può vedere vengono separati vari materiali: lattine, bottiglie di plastica, umido e vetro che, nonostante sia proibito al festival, arriva in minima parte”.

Come diventare verde per un festival è una cosa seria che può essere presa con allegria.