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Iran, negoziati su nucleare non prima di fine agosto

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Iran, negoziati su nucleare non prima di fine agosto

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L’Iran non riprenderà i negoziati sul suo programma nucleare prima della fine di agosto. Una punizione – l’ha definita il presidente Ahmadinejad – nei confronti delle grandi potenze che hanno adottato sanzioni economiche contro il suo paese.

Tra le condizioni per tornare a trattare, Ahmadinejad pretende che partecipino alle discussioni anche Turchia e Brasile: i due paesi che hanno votato contro le sanzioni approvate dal Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Sullo stato del programma nucleare iraniano, il capo della Cia ha detto:

“Pensiamo che l’Iran abbia uranio sufficiente per due ordigni atomici. Per usarli, l’uranio dovrebbe prima essere arricchito. E se decideranno di farlo, occorrerà circa un anno. A cui ne seguirà un altro per sviluppare un missile in grado di trasportare le testate”.

Parole, quelle di Leon Panetta, che hanno destato preoccupazione anche a Mosca.

“Se le informazioni dei servizi americani sono corrette, la situazione diventerà ancora più tesa e non escludo che la questione necessiti ulteriore considerazione”.

Stati Uniti e Israele non escludono l’opzione militare per costringere la Repubblica islamica a desistere dal programma nucleare. Un programma che – assicura l’Iran – ha solo fini civili, ma che per la comunità internazionale manca di trasparenza.