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Al voto dopo la dittatura. La prima volta della Guinea

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Al voto dopo la dittatura. La prima volta della Guinea

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Ressa e file ai seggi, per le prime elezioni libere nella storia della Guinea indipendente. Momento percepito come storico dalla popolazione, per lasciarsi alle spalle oltre mezzo secolo di dittatura.
Più di quattro milioni i cittadini chiamati alle urne per eleggere il presidente della svolta, in seguito al passo indietro dell’ex golpista Konaté, che ha consentito il voto.

Una storica apertura, dopo il regime instaurato dalle giunte militari che si sono succedute al potere dall’indipendenza dalla Francia, nel 1958.

Decenni di oppressione che hanno scatenato la corsa alla candidatura. Tra i ben 24 civili in lizza, favorito è il candidato dell’opposizione Alpha Conde, fino al 2003 in carcere per la sua lotta contro la dittatura.

Suo principale avversario, il leader dell’Unione Forze Democratiche, Cellous Dalein Diallo: ex primo ministro sostenuto dalle elites economiche, che potrebbe però scontare il suo coinvolgimento con il regime, al pari del candidato di minoranza Sidya Toure.

Quasi 4000 gli osservatori nazionali e internazionali, dispiegati per assicurare il regolare svolgimento del voto.

I risultati non sono attesi prima di mercoledì. Poi il via al complesso gioco delle alleanze, in vista dell’eventuale ballottaggio, che avrebbe luogo il 18 luglio.