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Al via il referendum costituzionale in Kyrgyzstan

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Al via il referendum costituzionale in Kyrgyzstan

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In Kyrgyzstan si è iniziato a votare per il referendum costituzionale: la vittoria del “sì” significherebbe la nascita della prima repubblica parlamentare dell’Asia centrale. Alle urne sono chiamati circa 2.700.000 elettori all’ombra degli scontri interetnici tra kirghizi e uzbechi che per due settimane hanno insanguinato il sud del Paese e fatto centinaia di morti.

Il “no” rischierebbe di gettare di nuovo nel caos la repubblica ex sovietica, già attanagliata da elevati livelli di povertà. Il “sì” darebbe invece legittimità a Roza Otunbayeva, il cui governo ad interim si è instaurato dopo che una rivolta, ad aprile, ha costretto alla fuga il presidente Kurmanbek Bakyev, accusato di autoritarismo, nepotismo e corruzione. Ne è seguito un periodo di instabilità, culminato con gli scontri nel sud del Paese.

Secondo Human Rights Watch le recenti violenze sarebbero state sistematiche e ben organizzate. Il timore di nuovi scontri potrebbe pesare sulla partecipazione. Il referendum, comunque, non prevede quorum. I primi risultati dovrebbero essere diffusi domani.