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Kyrgyzstan: referendum costituzionale

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Kyrgyzstan: referendum costituzionale

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Domenica di referendum in Kyrgyzstan. Meno di tre settimane dopo gli scontri interetnici scoppiati nel Paese, 2,5 milioni di elettori (circa la metà della popolazione) sono chiamati alle urne per decidere se modificare la Costituzione e sottrarre potere al presidente, aumentando quello del Parlamento.

“Forse la situazione – dice un pensionato -migliorerà se, dopo il referendum, avremo una repubblica parlamentare, forse..ma ho dei dubbi..”

“Certo, voterò, e dirò a quelli che mi circondano – aggiunge una docente universitaria – che anche loro devono votare, perché il Paese ha bisogno di stabilità e la gente deve essere certa del proprio futuro”.

“Penso che il nuovo governo abbia già imparato la lezione dagli errori fatti dal precedente esecutivo, per cui – conclude uno studente – spero che la situazione migliori rispetto a prima”.

Ad Osh, dove la violenza contro gli abitanti di etnia uzbeka, ha causato più di 250 morti, sono stati allestiti 82 seggi elettorali. Altri, mobili, verranno scortati, nelle vicinanze.

Roza Otunbayeva, che dalla deposizione del presidente Kurmanbek Bakiev, lo scorso aprile, guida il Paese ad interim, ha bisogno di un sì per essere legittimata fino alle presidenziali previste nell’ottobre 2011.

Nella zona si scava intanto per cercare le fosse comuni e capire se le vittime degli scontri non siano in realtà duemila e se nella strage siano coinvolte le forze militari kyrgyze.