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Divisioni e proteste: Toronto accoglie il G20

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Divisioni e proteste: Toronto accoglie il G20

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Da Huntsville a Toronto, dal G8 al G20. Con il numero dei paesi partecipanti, a crescere in Canada sono anche divisioni e proteste.

In attesa che i riflettori si accendano sulla politica a tenere banco sono i manifestanti. Ambientalisti e attivisti per i diritti umani, contenuti da una massiccia presenza delle forze dell’ordine.

Un tam tam su Twitter, sfociato in un arresto e qualche momento di tensione, mentre in circa 2.000 tentavano di avvicinarsi alla blindatissima area che ospita il summit. Cordoni di polizia sono stati schierati ai confini della ‘zona rossa’ dove sorge il Metro Toronto Center.

A tenere banco, all’interno, la complessa ricerca di una ricetta condivisa per favorire la ripresa economica. Washington teme che i piani di rigore approvati dai paesi europei possano trasformarsi in zavorra e, insieme a Tokyo e Mosca, storce il naso alla proposta di una tassa su banche e transazioni finanziarie.

“I leader mondiali – rassicura il primo ministro canadese Stephen Harper – sono stati molto cauti riguardo gli impegni presi. Non credo vedrete ancora leader prendere impegni che non intendono onorare o che non siano stati valutati con accuratezza”.

Intensa anche l’agenda degli incontri bilaterali. Mentre Obama vedrà il presidente cinese Hu Jintao, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier britannico David Cameron pare si siano dati appuntamento domani. Davanti alla tv, per assistere insieme alla partita Germania-Regno Unito della Coppa del mondo.