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Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia: "Il gas è solamente una scusa. Vogliono metterci in riga"

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Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia: "Il gas è solamente una scusa. Vogliono metterci in riga"

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Le tensioni sulla distribuzione del gas questa settimana tra la Russia e la Bielorussia hanno messo in luce una problematica più ampia tra i due stati ex sovietici. A Minsk il nostro inviato Alexei Duvall ha intervistato il presidente Alexander Lukashenko giovedì mattina, quando la crisi sembrava superata. La Bielorussia ha pagato il debito per le forniture di gas reclamate dalla Russia, e il presidente ha le carte per dimostrarlo. Ma Mosca, secondo la Bielorussia, deve ancora pagare per il transito di metano nel paese.

A. Lukashenko:
“Guardate qui, questa è la prova del pagamento del nostro debito…in dollari e in rubli… Si’, abbiamo pagato ieri e abbiamo chiesto a Gazprom dio tornare gentilmente a rifornirci di gas. la Lituania e altri paesi, la Germania pare, sono stati penalizzati da questa interruzione delle forniture di gas. Ma non devono venrie a lamentarsi da noi, la colpa è di Gazprom. Hanno chiuso i rubinetti a circa il 60 per cento del flusso normale, hanno lasciato passare solo il 40 per cento, non è colpa nostra”.

euronews: – Recentemente sono successe molte cose. La Bielorussia non ha riconosciuto l’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkazia, voi non siete entrati nell’area di libero scambio con la Russia, e avete dato asito all’ex presidente del Kirghizistan. Tutto questo, contro gli interessi della Russia. Ci sono motivazioni politiche dietro questa crisi del gas?

A. Lukashenko:
“Il problema è più profondo. I russi hanno messo gli occhi un un bene pubblico della Bielorussia, che per il momento non è in via di privatizzazione, e vogliono comperarlo al prezzo più basso… d’altro canto, non amano affatto Lukachenko, perché difende ferocemente l’indipendenza, al cento per cento. Ci sono altre ragioni personali, e voi lo sapete bene, altre problematiche… non amano la nostra politica, vogliono metterci in riga. Un atteggiamento che riflette una posizione imperialistica, come dicono i giornalisti, che mira a mantenere la Bielorussia nella sfera politica della Russia. Mentalità imperialistica che consiste precisamente nel piegare,nello spingere, nel dare scossoni, nello strangolamento”.

euronews: – Allora pensa che in questo conflitto il gas è stato utilizzato come uno strumento di pressione politica?

A. Lukashenko:
“Il gas è la scusa. Dicono che è una questione solamente economica. Il ragionamento non tiene. Dopo il mio incontro con Medvedev, avevamo convenuto che avrebbe studiato tutti i dossier, compreso il gas, il petrolio, e mi avrebbe richiamato. Due giorni dopo – come in un film, vedo passare le immagini, Medvedev che da istruzioni, che lancia l’ultimatum: avete 5 giorni per pagare. E perchè cinque giorni per pagare, quando loro ci devono somme ancora più grandi? detto altrimenti, non c‘è alcuna ragione per questo conflitto. Ci devono 260 milioni di dollari, come abbiamo già detto ampiamente, e noi dobbiamo loro 187 milioni. Non c‘è nessuna ragione per farsi la guerra”.

euronews: – Allora si è trattato di pressioni politiche?

A. Lukashenko:
“Si è trattato di metterci in riga, di punirci. Ho notato che nei media, alla televisione, si comincia già a parlare delle prossime elezioni in Bielorussia. Tutto è perfettamente chiaro. C‘è una forte pressione alla vigilia delle elezioni presidenziali in Bielorussia. La nostra opposizine interna e i Russi credono che il signor Lukachenko, pur di restare al potere ed avere il sostegno del Cremlino in queste elezioni, è pronto a svendere la Bielorussia. Ci tengo a sottolineare ancora una volta che io non ho bisogno del sostegno di nessuno, della riconoscenza di nessuno, se non quella del popolo bielorusso. E se il popolo sceglierà Tizio, Caio o Sempronio, sarà lui il prossimo presidente”.

euronews: – E i Russi cosa ci avrebbero guadagnato da questo conflitto?

A. Lukashenko:
“Hanno ottenuto che l’Europa sia ancora di più convinta di dover cercare strade alternative per la distribuzione di idrocarburi provenienti dalla Russia. Ma i Russi questo dovevano aspettarselo!”

euronews: – Ci dica, signor presidente, se per voi è sempre più difficile arrivare ad accordi e compromessi con la Russia su varie questioni, non è forse ora di voltarsi a 180 gradi e prendere il cammino dell’integrazione europea?

A. Lukashenko:
“Lei sa, Alexei, che per cominciare la maggior parte degli uomini politici non tollera le inversioni di marcia e le curve strette. La seconda cosa da tenere a mente è che, restiamo obiettivi, in Europa ci aspettano a braccia aperte? In Europa oggi ci sono talmente tanti problemi con i 27 paesi che non hanno alcun interesse a far entrare la Bielorussia, l’Ucraina o altri. Non voglio dire che in Bielorussia non amiamo l’Europa, che non la comprendiamo o che non vogliamo vivere come in Europa, no, non è questo. Ma il nostro popolo, Alexei, vuole vivere nel proprio paese. Non faremo inversione di marcia, resteremo a vivere nella nostra parcella di terreno. Continueremo a vivere qui, senza problemi con nessuno, in pace con i nostri vicini. E i nostri vicini sono, da un lato la Russia e dall’altro l’Unione europea. E noi noi siamo mai andati a cercare i problemi, ma altri li hanno provocati. Resteremo dunque nella nostra terra, come stato sovrano e indipendente, senza dare fastidio a nessuno”.